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La sessuologia è una scienza piuttosto giovane e le sue più importanti avanzate sono state compiute negli ultimi trenta, quarant’anni. Può essere quindi utile cercare di fare il punto sull’attuale situazione del sapere sessuologico, pur tenendo presente che si tratta di materia in continuo movimento, densa di molte incognite, ma altresì ricca di brillanti prospettive e di fondate speranze.

Sarà opportuno delimitare, in primo luogo, l’oggetto e i limiti della sessuologia moderna. Possiamo parlare in primo luogo di una sessuologia generale normale, dividendola in due grandi settori, a seconda che gli argomenti di cui si occupa siano di competenza delle scienze biologiche naturali, mediche, oppure della psicologia e delle cosiddette scienze dell’uomo.

La Biologia si occupa della comparsa del fenomeno sessuale negli esseri viventi e nell’uomo, studia la riproduzione che viene appunto chiamata sessuale ! gamica, in contrapposto a quella agamica e vegetativa; si occupa di problemi di morfologia, del cosiddetto dismorfismo sessuale, ossia della caratterizzazione dei sessi e dei meccanismi per cui essi vengono a strutturarsi; ed estende il suo campo di indagine alla biochimica e, da ultimo, all’elettrochimica dei fenomeni della sessualità. Naturalmente il campo biologico non è sempre delimitato rispetto a quello anatomico e fisiologico: basti pensare, ad esempio, alla endocrinologia, il cui studio richiede il concorso dell’anatomia, della fisiologia e, appunto, della biochimica. L’anatomia e la fisiologia si occupano in modo particolare degli organi della generazione nell’uno e nell’altro sesso, ossia, negli animali e nell’uomo, delle gonadi, la cui presenza costituisce il cosiddetto carattere sessuale primario; nonché di altri caratteri morfologici, fisiologici , ecc., che possono avere relazione più ! meno indiretta con la funzione riproduttiva, mentre per certi aspetti tale relazione appare per lo meno discutibile.

Accanto al vasto campo d’indagine costituito dalla biologia, dall’anatomia, dalla fisiologia ecc. degli organi e delle funzioni sessuali negli esseri viventi e nell’uomo, abbiamo l’altrettanto vasto campo della psicologia sessuale normale. Questa si occupa dei sentimenti, degli affetti e delle emozioni che precedono, accompagnano e seguono i rapporti fra i sessi, a cominciare dall’infanzia sino al termine della vita. Fenomeni come l’innamoramento, la scelta del partner ! del coniuge, i presupposti dell’attrazione sessuale, e svariatissimi altri problemi sono, appunto, di competenza di questo settore della sessuologia, il quale, come vedremo, fra breve, è stato posto su basi nuove dalla psicoanalisi, da cui ha ricevuto inoltre notevolissimi contributi ed impulsi. La vastità del campo di pertinenza della sessuologia psicologica si può arguire, se si pensa ad una delle scoperte fondamentali che dobbiamo alla psicoanalisi: che cioè la sessualità umana abbraccia molti fenomeni che un tempo non le erano ascritti, e non coincide se non soltanto in parte con l’attività riproduttiva.

Abbiamo accennato sino a questo momento alla "normalità" sessuale. Senza pregiudizio di quanto avremo modo di dire a proposito dei concetti di "normalità" in questo campo, ricordiamo che esiste comunque una patologia sessuale, la quale, anch’essa, può dividersi in due grandi settori , a seconda che si considerino i fenomeni patologici di tipo organico ! quelli più chiaramente psicologici e comportamentali. Nella prima categoria, abbiamo difetti o malformazioni ! deficit anatomici, neurologici, endocrinologici, che possono essere di origine costituzionale o ereditaria oppure possono avere carattere acquisito, come nel caso di certe malattie specifiche degli organi e delle funzioni sessuali: quelle malattie che vengono comunemente chiamate veneree. Nel campo della psicopatologia sessuale e comportamentale, abbiamo due grandi gruppi di quelle che un tempo erano chiamate "perversioni" e che oggi si preferisce denominare deviazioni sessuali, a seconda che riguardino la funzione (come nel caso della scopofilia, dell’esibizionismo, del sadismo o del masochismo ), oppure l’oggetto (omosessualità, pedofilia, zoofilia, feticismo, necrofilia). Cenni sia pur brevi su queste varie deviazioni verranno dati più oltre.

Come si può facilmente immaginare, la sessuologia, per quanto sia una scienza giovane, ha una storia. Sorvoliamo rapidamente sull’epoca che precede l’attuale (precede, abbiamo detto; ma non si tratta di un lungo periodo, poiché le prime descrizioni, con intenri scientifici, relative ai fatti della vita sessuale, risalgono a non oltre il Rinascimento), e veniamo senz’altro ai giorni nostri. In questo scorcio di secolo, alcuni nomi brilano di particolare luce nel campo delle ricerche sessuologiche, e sono quelli di Havelock Ellis , Sigmund Freud , Gregorio Maranòn , Alfredo C. Kinesy, Masters e Johnson.

In una cospicua serie di volumi Havelock Ellis ha riunito un materiale molto vasto di osservazioni, sia personali, sia altrui, su pressochè tutte le più importanti questioni della sessuologia: caratteristiche dell’evoluzione sessuale, aspetti normali e deviati della sessualità, elementi biologici della sessualità, rapporti della vita sessuale con i più diversi aspetti della vita di relazione, nelle differenti età e presso i vari popoli ecc. Non molto profondo nella valutazione e nell’analisi dei dati, raccolti d’altronde senza una troppo rigorosa critica delle fonti, Ellis è stato peraltro uno dei primi ad affrontare i problemi della sessuologia obiettivamente e senza pregiudizi, e i suoi vasti repertori si possono consultare ancora oggi con profitto.

Senza l’opera di Freud, com’è noto, oggi non si potrebbe neppur parlare di sessuologia in senso scientifico, approfo ndito e motivazionale. Freud ha messo in particolare luce l’esistenza e le vicende della sessualità infantile; gli speciali effetti di questa e dei suoi accantonamenti, rimozioni, evoluzioni nei riguardi della vita sessuale dell’adulto; alcune importanti caratteristiche della maschilità e della femminilità psichiche; i rapporti della sessualità e dei conflitti e disturbi a essa inerenti, con le nevrosi, le deviazioni, le psicosi e i disturbi caratteriali; il fattore sessuologico nei rapporti endofamiliari , interpersonali e sociali; i punti di contatto fra certi aspetti della sessualità infantile, quella dei nevrotici e quella dei popoli sottosviluppati.

Gregorio Maranòn si è occupato soprattutto della morfologia sessuologica , dei valori biologici inerenti alla maschilità e alla femminilità, nonché a quegli stati che egli ha denominato "intersessuali". E’ stato uno dei primi a occuparsi degli sviluppi e delle deviazioni dei predetti valori dal punto di vista endocrinologico e biochimico.

E’ stato rimproverato ad Alfredo Kinsey di avere considerato, nelle sue famose inchieste, il comportamento sessuale nell‘uomo e nella donna alla stessa stregua che se si fosse trattato di quei comportamenti animali, a lui, zoologo, più familiari. Non v’è dubbio tuttavia che le celebri inchieste Kinsey abbiano costituito a loro tempo una vera rivelazione , non soltanto perché hanno documentato l’estrema varietà del comportamento sessuale dell’uomo e nella donna, ma anche perché hanno indotto a una molto maggior relatività e tolleranza di giudizi, rilevando che nella loro maggioranza gli individui considerati normali agiscono, sul piano sessuale, in netta contraddizione con quegli stessi principi normativi e morali che, per lo più in buona fede, professano di riconoscere e accettare.

Mentre, anche dopo la morte di Kinsey, i suoi seguaci collaboratori continuano l’opera con lui intrapresa secondo le medesime linee di approccio e gli stessi criteri nel notissimo Istituto Statunitense di Bloomington nell’Indiana, è di questi ultimi anni di lavoro, oltremodo importante anche se discusso , che due studiosi , anch’essi americani, il dottor Masters e la dottoressa Johnson nel loro Istituto di Sant Louis, Missouri, hanno da qualche anno intrapreso e continuato a sviluppare. Com’è ormai largamente noto, i due scienziati americani hanno sottoposto un numero non indifferente di volontari a esperimenti di laboratorio, volti a cogliere sul vivo i principali momenti e fenomeni dell’eccitazione sessuale, dell’amplesso e dell’orgasmo, adoperando al riguardo tutti i più moderni mezzi di registrazione, compresi quelli fotografici, microfotografici, cinematografici ecc. A mio avviso, quest’opera è altamente meritoria, e ha già contribuito a chiarire, ! a modificare, molte idee in materia sessuologica, prescindendo peraltro – come gli studiosi in questione pienamente ammettono – dallo studio delle motivazioni, e in genere dall’approccio psicologico e psicoanalitico. Si tratta di studi altamente pionieristici, per cui sarebbe – ritengo – assai ingeneroso e ingiusto sollevare, nei riguardi dei due indagatori statunitensi, critiche di principio od obiezioni moralistiche. L’avvenire dimostrerà, meglio di quanto oggi si possa arguire, sino a che punto le ricerche e i reperti di Masters e Johnson possano essere integrati nella nostra cultura sessuologica.

L’opera dei predetti pionieri della moderna sessuologia, e in particolare quella di Freud, ha ormai confermato, senza possibilità di appello, che il campo dei fenomeni sessuali è notevolmente più vasto di quello pertinente alla riproduzione della specie, anche se ovviamente tutto ciò che a questa è inerente occupa una parte importante nel grande concento dei fenomeni sessuali. Ma anche lasciando da parte certe deviazioni, nelle quali molte volte, sin troppo ovviamente, manca ogni fine riproduttivo, e rivolgendosi esclusivamente ai fenomeni sessuali normali, troviamo una quantità di manifestazioni della sessualità le quali, altrettanto chiaramente, non sono affatto volte alla riproduzione (basterebbe pensare, ad esempio, al bacio ! alle carezze). Basta sfogliare una delle numerose enciclopedie, ! dizionari sessuologici, che sono apparsi in questi anni anche nel nostro Paese, per rendersi conto da vicino dell’incredibile varietà delle manifestazioni a cui può dar luogo l’impulso sessuale nei diversi tempi e nelle differenti aree di cultura. Nelle formulazioni dell’età matura, Freud preferì il termine di "istinti dell’Eros" a quello di "istinti sessuali", e con molta ragione. Egli aveva infatti capito che l’Eros è una specie di istanza universale, che può dar luogo alla più ricca e più varia fenomenologia. Uno dei più interessanti sviluppi della moderna sessuologia è pertanto la "erotologia", la quale vuole appunto studiare quanto più precisamente possibile le innumerevoli manifestazioni e interferenze dell’impulso sessuale rispetto alle condizioni sociali che l’orientano, la facilitano e l’ostacolano. Un moderno dizionario sessuologico definisce l’erotologia come lo "studio delle condizioni, forme e variazioni del desiderio sessuale, che partecipano sia dell'automatismo dei fatti fisiologici sia della sconcertante mobilità dei fatti psicologici e del meccanismo della memoria".

In questo senso si è manifestato e si iscrive nella sessuologia moderna quella che ben si potrebbe chiamare il "riscatto dell’Eros". Non vi è infatti alcuna ragione difendibile per cui una manifestazione erotica non debba essere considerata, con comprensione e con tolleranza, purchè non sia nociva alla sensibilità o alla salute altrui. Ma è chiaro che quando parliamo di sensibilità vogliamo indicare qualche cosa che sia di per sé sano e aperto, non distorto da inibizioni nevrotiche o da tabù ancestrali, dei quali non ci si sia resi sufficientemente conto e pertanto liberati.

Appare altresì chiara, q quasto punto, la differenza profonda che corre fra erotologia e pornografia. Quest’ultima implica sempre, a ben guardare, una degradazione e un decadimento dell’Eros, laddove sono a tutti noti certi capolavori erotologici dell’arte ! della letteratura. Erotologici sono i libri di Pietro Aretino ! le incisioni di Annibale Carracci. Erotologico è il famoso romanza L’AMANTE DI LADY CHATTEDEY di Lawrence. Pornografiche sono certe fotografie e pubblicazioni che ci vengono offerte in tutte le città del mondo. Ma chi oserebbe definire pornografiche le meravigliose sculture che adornano certi templi indiani, ! alcune classiche pitture vascolari greche, ! taluni delicatissimi dipinti su seta estremo-orientali ? L’irrazionalità dei criteri per cui ancora oggi moltissimi seguitano a scambiare erotologia per pornografia, e per cui ancora da molte parti e da molte autorità la stessa sessuologia e l’educazione sessuale sono guardate con sospetto, non è che una delle tante manifestazioni del globale atteggiamento che, con denominazione recente, è stato chiamato "sessuofobico", e che ha causato nei secoli danni e disastri incalcolabili a buona parte dell’umanità. Non c’è dubbio – ad esempio e fra l’altro – che anche non poche deviazioni sessuali costituiscano un effetto collaterale, talvolta non privo di conseguenze anche per i terzi, di un’educazione sessuofobica impartita sin dall’inizio. Sul piano sociale e del costume, l’accennata contraddizione tra principi e norme da un lato, e desideri e impulsi sessuali dall’altro, ha portato anch’essa a conseguenze massicce, dolorosamente note.

Gli studiosi si sono più volte domandati quali possano essere le cause e le origini lontane della sessuofobia. Una risposta definitiva al quesito, occorre riconoscerlo, non è stata ancora data; ma non c’è dubbio che un notevole aiuto alla comprensione del fenomeno, e al tempo stesso del significato e dell’evoluzione dell’impulso sessuale nella specie umana, ci sia stato dato dai contributi di Freud, che già agli inizi di questo secolo, nei suoi TRE SAGGI SULLA TEORIA SESSUALE, ha gettato non poca luce anche sulla secolare "contestazione" della sessualità.

Un tempo, si pensava che le deviazioni sessuali fossero né più né meno che una diretta continuazione rispetto a elementi parziali della sessualità infantile. Oggi, la questione appare assai più complicata, e tutta la materia e SUB JUDICE. Anche la celebre definizione della nevrosi come "negativo della perversione", data a suo tempo da Freud, appare oggi alquanto semplicistica e soggettiva a revisione. Tutti i criteri psicoanalitici di approccio ai problemi della sessuologia si stanno affinando, o risolutamente rivedendo. Sia nel campo della sessualità infantile, sia in quello più generale dei fenomeni sessuali umani, alcuni studiosi si sono recentemente chiesti se non si sia talvolta scambiata la causa per l’effetto: e, cioè, certi fenomeni della sessualità non debbano essere interpretati, talvolta, come esponenti di vicende della personalità totale , ! di particolari situazioni di vita – familiari, interpersonali, sociali – in cui l’individuo viene a trovarsi. E’ giusto chiamare senz’altro "masturbazione" , ad esempio, il giuoco del bambino con i suoi genitali ? E le nevrosi, sono sempre e soltanto conseguenze di difficoltà sessuali e di inceppamenti istintuali nell’età formativa, oppure certe difficoltà sessuali possono essere conseguenze, anziché cause di gravi difficoltà nei rapporti interpersonali? Del pari, è oggi largamente superato – anche dai punti di vista embriologico e fisiologico, oltre che da quello psicologico – il concetto della essenziale debolezza, passività, arrendevolezza femminile: della femmina come "sesso debole", insomma. Molto recentemente, si è giunti a ritenere che il sesso psicologico, e la funzione relativa a un dato genere – maschile ! femminile – sia essenzialmente cosa appresa, che cioè esso venga differenziato attraverso l’apprendimento durante il corso di molte esperienze di crescita.

Comunque, uno dei problemi più importanti della moderna sessuologia rimane sempre quello di che cosa possa considerarsi "normale", " che cosa "anormale". Non v'è dubbio che se si eccettuano quei casi estremi, valutabili comunque a posteriori e non in base a criteri preconcetti, che risultano grossolanamente patologici, esista una vasta zona comportamentale nella quale si svolgono accadimenti ben difficili a definire in termini assoluti, ma solo come punto di riferimento per lo studio dell’anormale. Una formula operazione che può servire per molti anni avvenire ci dice che il comportamento sessuale normale è per larga parte una determinazione soggettiva, e consiste di attività sessuali che sono accettabili a entrambi i partner, e che producono soddisfazione e piacere senza danno, psicologicamente ! fisiologicamente, ad alcuno dei partner ! alla cultura in cui essi vivono … Certo, la formula richiede un’aggiunta, nel senso che il comportamento in questione non dovrebbe essere contrario all’interesse pubblico, a causa sia dell’immaturità, sia dell’incapacità di uno dei partner, e purchè le manifestazioni in pubblico del comportamento in parola non tendano ad essere sgradevoli ad altri, ! a danneggiarli. E’ chiaro tuttavia a questo punto che molte delle antiche classificazioni, care ai pionieri della sessuologia, e ancora predissequamento adottate da taluni Autori, dovranno essere rivedute, e ci si chiede sino a qual punto esse troveranno ancora posto nei trattati di sessuologia degli anni a venire.

Nota: Questo articolo è stato tratto da un lavoro di E. Servadio.


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