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La
carezza:
tenero linguaggio del corpo
Il
linguaggio corporeo rappresenta una particolare
dimensione comunicativa, senza la quale non sarebbe
possibile sperimentare le diverse dimensioni della
vita affettiva e sessuale.
In origine la comunicazione rappresenta un evento
corporeo, che ci accompagna all’incontro con
l’altro nella dimensione emozionale e la carezza
ne è testimone.
“Gesto
semplice, ordinario e quasi automatico”, ma
non è affatto questo il modo appropriato
per poterla descrivere. La carezza permette di “parlarci”
attraverso il contatto con il corpo, in quanto il
tatto non è una semplice sensazione fisica,
ma è anche emozione e comunicazione e richiede
apprendimento, intuizione, pazienza, insistenza,
novità e schiettezza.
E’ fatta non solo di contatto, ma anche di
tempo e tempestività. Rappresenta la concretizzazione
dell’affetto, la certezza dell’amore,
un gesto umano e raffinato di cui non si può
far a meno.
Dietro ogni carezza ci sono immagini, fantasie,
convinzioni, speranze e soprattutto sogni.
Nell’intimità diventa un gesto inevitabile,
tale da sostituire l’amplesso stesso, poiché
non solo le mani si accarezzano, ma anche i corpi
si strofinano e si toccano.
Ridurre il rapporto sessuale ad un semplice coito
manifesterebbe non solo il disprezzo per il proprio
corpo, ma anche per quello altrui.
Nell’atto amoroso le carezze segnano la qualità
dell’orgasmo, approvazione e completamento.
Penetrano a fondo nei sensi, nella pelle, nel corpo,
costituendo un messaggio totale, adesione e disponibilità.
Vivificano il desiderio erotico nel coito, che con
l’appagamento tende ad annullarsi.
Si dice che la sessualità maschile, per fattori
estrinseci, non è incline alle carezze e
che la pulsione sessuale, come i desideri, sia incentrata
soprattutto sul pene.
Non è così… anche l’uomo
è desideroso delle carezze della donna e
la gioia maggiore è quella di prendere il
suo corpo nudo fra le braccia e sentire il calore
contro la pelle.
La carezza per l’uomo rappresenta una relazione
autentica, carica di affettività e di scambio
e “nel corpo femminile ritrova l’universo,
di cui apprezza la bellezza con infinite carezze.
La donna, da parte sua, fa tremare il corpo dell’uomo
per effetto delle sue carezze”.
La carezza se si presenta troppo incerta e timida
induce a credere che la persona che la pratica tema
qualcosa.
Se è troppo energica, invece, può
essere vissuta come aggressiva. Ciò che deve
possedere è la facoltà di andare al
di là del silenzio percettivo e di essere
gustata appieno nelle sue sfumature.
L’atto della carezza esprime il desiderio
di far provare piacere e sicurezza, che si innescano
a livello emotivo attraverso il contatto corporeo,
che induce a non interrompere mai questo contatto,
per passare da una zona erogena all’altra,
poiché si rischierebbe di suscitare nel partner
un senso di frustrazione, di abbandono e di incertezza.
Ogni centimetro quadrato del nostro corpo necessità
di una carezza particolare:
-
Capelli: da sempre segno di
femminilità e differenziazione sessuale,
suscitano tenerezza e desiderio. Accarezzare
il cuoio capelluto porta a rilassamento e tranquillità,
ma anche un brivido intenso che percorre tutta
la superficie del corpo.
-
Viso: particolare attenzione
viene richiesta da questa parte del corpo sempre
scoperta, alla portata di tutti e di forte richiamo.
Oltre all’orecchio, particolare zona erogena,
accarezzare le sopracciglia, il naso, gli occhi
e i vari contorni del viso può suscitare
una forte esperienza erotica.
-
Bocca: sorgente della parola,
fonte di vita o di evocazione genitale. Il bacio
rappresenta una delle forme della carezza più
sensuale ed intrigante che si può esprimere
in diverse modalità ed intensità
(bacio schiacciato, serrante, coinvolgente,
esigente).
-
Collo: sede di importanti elementi
vascolari e nervosi. La donna è, solitamente,
attratta dalla parte anteriore e laterale del
collo dell’uomo, questo ultimo, invece,
è attratto dai grossi muscoli laterali
e dalla nuca.
-
Spalla: simbolo di bellezza
e delicatezza nella donna, che nell’uomo,
invece, si confonde con forza e solidità.
Gli sfioramenti ideali sono quelli leggeri con
dita, unghie, baci e morsi leggeri.
-
Braccio: esterno - interno
e parte centrale sono particolarmente sensibili
alle sollecitazioni dolci ed agli sfioramenti
con polpastrelli e unghie.
-
Polso e mano: esigono una leggera
esplorazione attraverso la bocca. Baci e lingua,
oltre che coi polpastrelli. Manifestazione di
tenerezza e rispetto basti pensare al baciamano.
-
Torace: la parte anteriore
è molto erogena. La gola è sensibile
al tocco leggero dei polpastrelli. La stimolazione
delle ascelle è in grado di provocare
dei brividi molto gradevoli.
-
Seno: sensibilissimo ed altamente
erotico non solo nella donna, ma anche nell’uomo,
è complice di coinvolgimento a livello
genitale, in quanto, nella donna la sua stimolazione
può portare direttamente all’orgasmo
ed intensificarne le sensazioni.
-
Addome: sfruttare l’alta
sensibilità dell’addome attraverso
accarezzamento a cerchi concentrici e pizzicotti
attorno all’ombelico.
-
Schiena: brividi impercorribili
si possono “degustare” attraverso
carezze, pizzicotti, graffi e pressioni, che,
nel momento del massimo trasporto fanno aumentare
la pressione dei polpastrelli e le unghie sulla
carne.
-
Glutei: zona sensibile e di
straordinaria attrazione. Evocano l’accoppiamento
e lo scopo della carezza rimane quello di rendere
viva la disponibilità ed aumentare il
piacere e la profondità della penetrazione
durante l’amplesso.
-
Gambe: evocazione di assoluta
femminilità della donna. E’ il
bersaglio immediato dello sguardo maschile.
Colpiscono per la linea ed il movimento, evocando
le parti del corpo più segrete. Si adattano
ad ogni tipo di carezza e la loro parte più
interna ci porta alla diretta esplorazione della
zona genitale.
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Genitali e perineo: una pressione
al perineo, zona da cui si dipartono i corpi
erettili, provoca gioia intensa e recupero di
energia genitale, col conseguente desiderio
di penetrazione. Il pene richiede una carezza
particolare con la pressione e compressione.
La pelle dello scroto è sensibile allo
sfioramento.
-
Vulva, clitoride e vagina,
alla pari del pene, richiedono estrema delicatezza
nello sfioramento e nel contatto orale. Al clitoride,
zona erettile e di percettibilità eccellente,
spetta un trattamento davvero speciale: tenerezza,
dolcezza e lievi sfioramenti.
Le
carezze, quindi, rendono più dolci tutti
i rapporti tra le persone, costringendo a guardarsi
con più attenzione negli occhi ed a sentirsi
più intensamente con le orecchie.
Attraverso la carezza la sessualità si estende
a tutto il corpo e trova la sua dimensione.
La sessualità diventa frutto di tenerezza,
sensibilità ed intelligenza.
Si glorifica così il corpo, che diviene non
solo il mezzo del non detto, ma il luogo del linguaggio.
Dr.ssa
Antonietta Albano
Sessuologa
“...tutto
in fondo può essere possibile con le carezze:
soggiogare la collera, disarmare la distruzione.
Tuttavia il regno della carezza resta quello dell’
amore...” !!!!
(Giorgio
Abraham)
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