L’
AMORE:
un’estasi travolgente!!
«Che
cos’è l’amore?»
… si domandava Shakespeare!! Una domanda
che si sono posti, sicuramente, anche i nostri
antenati milioni di anni fa…
Poemi, canzoni e storie di tutte le culture ci
“illustrano” quanti uomini e donne
si sono amati in tutte le stagioni che ci hanno
preceduto; quanti dei loro sogni si sono realizzati
e quante delle loro passioni sono andate deluse…
Una capacità, quella di provare amore,
che è tenacemente intessuta nelle fibre
del cervello dell’uomo!!
…L’amore
è un sentimento universale;
è parte della natura umana!
È una magia che ci colpisce sempre allo
stesso modo….
(H. Fisher)
Un
profondo cambiamento di consapevolezza rappresenta
una delle prime manifestazioni tipiche di chi
si innamora, in quanto l’oggetto del proprio
amore assume un significato speciale. La persona
profondamente innamorata, infatti, concentra l’attenzione
sull’oggetto del proprio amore, spesso a
detrimento di ogni altra cosa o individuo intorno
a sé. Si inizia a magnificare e persino
ad esaltare gli aspetti insignificanti della persona
adorata. Gli innamorati perdono la testa al pensiero
delle qualità dei propri amanti e trascurano
in modo eclatante la realtà.
Uno dei primi sintomi dell’ «amore
romantico» è costituito dal pensiero
ossessivo della persona amata; noto agli psicologi
come “pensiero invadente”,
in quanto un pensiero che non si riesce a scacciare
dalla mente.
«Quando
ti guardo, o Lesbia, a me non rimane in cuor nemmeno
un po’ di voce,
la lingua si intorpidisce e un fuoco sottile mi
scorre nelle ossa…»
(Catullo)
Così
si sentiva Catullo memore del suo amore per Lesbia…
Un vero amante è ossessionato continuamente
dall’immagine dell’amata!
Le sensazioni collegate all’amore conoscono
molti alti e bassi. La passione romantica può
provocare molti cambiamenti d’umore: dall’euforia
con la scoperta che il proprio amore è
ricambiato, all’ansia, alla disperazione
e persino alla rabbia, quando ci si rende conto,
invece, che il proprio sentimento è ignorato
o rifiutato. Più si ama e più si
soffre!!
«Entra
nei miei sogni e allora per quel giorno starò
bene di nuovo..
così la notte mi ripagherà dello
struggimento disperato del giorno!!»
(M.
Arnold)
Le
avversità, spesso, alimentano le fiamme:
litigi e temporanee separazioni possono risultare
stimolanti…. Come le barche in balia del
mare in tempesta, uomini e donne cavalcano le
onde lunghe dell’angoscia e dell’euforia,
che animano l’amore romantico. Gli ostacoli
nutrono queste emozioni!!
Gli amanti continuano a sperare anche quando la
vita li contrasta. Molti sperano che la relazione
rinasca, anche dopo anni che si è conclusa
amaramente.
«Vorrei
piuttosto morir cento volte,
che essere privato del tuo dolcissimo amore!»
(Apuleio)
Il
desiderio sessuale rappresenta, secondo Freud,
una componente fondamentale dell’amore romantico,
infatti il termine “amore”
deriva dal sanscrito “desiderare”.
Si tratta di un desiderio che, spessissimo, sfocia
in un’ambiziosa esclusività sessuale,
in quanto si cerca di impedire la profanazione,
da parte di estranei, di questa “sacra”
relazione.
Questo desiderio di esclusività sessuale
si è sviluppato nell’antichità,
forse per due motivi: evitare all’uomo di
essere tradito e di allevare il figlio di un altro;
proteggere la donna da un’eventuale rivale,
che potesse portarle via il compagno e padre dei
suoi figli.
Una tale esclusività ha consentito ai nostri
antenati di preservare il loro prezioso DNA mentre
dedicavano tutto il loro tempo e le loro energie
nel corteggiamento della persona amata.
Insieme al desiderio di assicurarsi la fedeltà
sessuale si sviluppò anche un altro tratto
dell’amore romantico, meno piacevole, che
è la gelosia, nutrice dell’amore,
in quanto ritenuta artefice dell’alimentazione
del fuoco della passione.
L’amore romantico sboccia spesso in modo
casuale, è involontario ed apparentemente
incontrollabile…
“...Quanto
più tentavano di arginare l’amore
che era stato risvegliato,
tanto più si sentivano in suo potere"...
(C.
de Troyes)
Sembra
sia una sorta di processo biologico, istintivo.
Non risponde ad alcun controllo volontario o logico.
Domina, nonostante si cerchi, disperatamente,
di ragionare con questa forza, di arginare la
sua influenza, di incanalarla, di negarla, di
reagire!
“E
per sua natura non è né mortale
né immortale, ma, in uno stesso giorno,
talora fiorisce e vive, quando riesce nei suoi
espedienti, talora, invece, muore, ma poi torna
in vita, a causa della natura del padre”
(Platone)
L’amore
è volubile, incostante; può svanire,
poi riaccendersi e svanire ancora. Nessuno sa
quanto dura la sua magia, anche se alcuni neuroscienziati
sostengono che l’amore romantico duri in
genere tra i 12-18 mesi. In caso si presenti un
ostacolo alla relazione, allora la fiamma può
bruciare per anni, perché le avversità
alimentano la passione.
La fiamma dell’amore tende, però,
ad affievolirsi quando la coppia assapora le gioie
della quotidianità e viene, spesso, sostituita
da un altro schema che si attiva nel cervello:
l’attaccamento, la sensazione di serenità
e di unione con la persona amata.
L’amore, quindi, rappresenta un tumulto
di diversi stimoli ed emozioni, che si mescolano
a formare un’ampia gamma di stati d’animo:
compassione, estasi, desiderio, paura, sospetto,
gelosia, dubbio, goffaggine ed imbarazzo…
in ogni istante questo tumulto di sensazioni può
mutare e mutare ancora…!!
Dott.ssa
Antonietta Albano
Sessuologa