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L’
IMMAGINARIO EROTICO FEMMINILE
L’immaginario,
che scaturisce dall’erotismo femminile,
ha comportato per diversi secoli un tabù,
una censura, una rimozione da parte della società,
ma è anche stato demonizzato, censurato
e rimosso dalle stesse donne.
Ci troviamo di fronte ad una sorta di autolesionismo
sia dei desideri che della fantasia e questo per
un’infinità di cause che, per la
maggior parte, sono riconducibili alle regole
della cultura maschile; ad un’educazione
sessuofobica; negazione della propria identità
o sua esaltazione, ecc…
Molte fantasie femminili sembrano originare da
un bisogno psichico di avere una conoscenza più
completa della realtà, che è stata
tenuta nascosta alle donne da bambine. Per loro
il sesso è ancora una variabile infinita
ed inesauribile… l’unica via per chiarire
il mistero di ciò che significa essere
e sentirsi donna di fronte a sé e agli
altri…
Le fantasie esistono per la loro capacità
di incorporare immediatamente ogni nuova impressione,
immagine o idea, come nei sogni, in grado di contenere
simultaneamente idee contrastanti.
Rappresentano un’espansione della sessualità
di una donna; la donna che fantastica ha così
uno sfondo dove potersi collocare… le permettono
di essere più spontanea, in quanto, attraverso
la conoscenza del proprio corpo, si rende libera
di esprimersi e di agire nell’amore non
solo romantico…
“Nessun
uomo può sentirsi realmente libero
a letto con una donna che non lo è”!!
(N. Friday)
Si
pensa spesso che le fantasie erotiche femminili
rispondano ad un bisogno, che riempiano un vuoto,
che siano un sostituto della realtà e che
come tali non emergano in momenti di pienezza
sessuale, ma quando manca qualcosa… non
è proprio così, in quanto noi donne
siamo portate a fantasticare e siamo ricche di
immaginazione tanto che, quando stiamo godendoci
il sesso più intensamente, la nostra fantasia
può suggerire altre esplorazioni nel mondo
del sesso e variabili che vanno oltre quanto il
corpo è abituato a fare. Il sesso vissuto
e non solo la sua carenza, può ispirare
la fantasia. In alcune donne si verifica quasi
una reazione a catena tra l’atto sessuale
e la fantasia erotica, che si stimolano e si alimentano
a vicenda. Per molte donne le fantasie sono un
modo di esplorare, in condizioni di sicurezza,
idee e situazioni che, nella vita reale, susciterebbero
in loro timori. Nelle fantasie è possibile
estendere la propria realtà, interpretare
certe variabili ed immagini sessuali, allo stesso
modo dei bimbi che, giocando, esprimono i propri
desideri e liberano energie altrimenti inapplicabili
alla realtà… non dimenticando che…
pensare a certe cose, eccitarsi ad una certa immagine,
non significa che è questo che si vorrebbe
nella realtà!!
Quasi
tutte le donne sentono la necessità di
ricorrere all’uso di una “maschera”
per poter esternare certi “strani pensieri”,
cioè le loro fantasie… ecco quali
sono i temi erotici ricorrenti:
-
l’anonimato —>
intensifica il romanticismo ed aggiunge un pizzico
di drammaticità. Aumenta il piacere ed
elimina la colpa, che rappresenta una nemica
della fantasia. L’anonimato dà
ad una donna la libertà di prendersi
ciò che ha sempre desiderato sessualmente,
senza dover guardare in faccia nessuno e senza
un volto noto cui dover rendere conto l’indomani
(questo perché nessuno conoscerà
mai l’altro, dato che per le leggi della
fantasia gli estranei non si incontreranno mai
più).
-
In
pubblico —> la possibilità
di essere visti, guardati, scoperti, può
essere più eccitante della presenza reale
del pubblico… ma, spesso, il pubblico
assume nelle fantasie erotiche femminili un
ruolo sia passivo che attivo: sono presenti
spettatori autentici, che devono “applaudire”
la performance a cui assistono e, contemporaneamente,
agire da stimolo nei confronti della recitazione
immaginaria. Molte donne percepiscono il bisogno
di sentire la presenza del pubblico quando stanno
facendo l’amore perché… “il
pensiero di essere guardata da qualcuno che
non sa che io so che lui mi sta guardando…
mi fa godere molto”!!
-
Violenza
carnale —> solleva da un senso
di colpa e di responsabilità. Mettendosi
nelle mani del suo aggressore immaginario, facendone
un aggressore, la donna ottiene che lui faccia
quello che lei vuole, mentre apparentemente
è costretta a fare ciò che vuole
lui. Raggiunge il suo scopo senza una colpa,
alla mercé di una forza superiore alla
sua. Violenze, fremiti ed oltraggio sono il
prezzo che deve pagare per ottenere quella specie
di piacere senza peccato, che forse non riesce
a concedersi nella quotidianità.
Si tratta di donne, comunque, che non hanno
alcun desiderio di essere violentate nella realtà.
Il messaggio non sta in ciò che accade
(cioè nell’atto in sé dello
stupro), ma nelle emozioni che vengono liberate
in questa fantasia.
-
Masochismo
—> costrizione. Nel parlare
delle loro fantasie le donne usano, spesso,
le parole “forza”, “forzare”,
per esprimere la mancanza di controllo su ciò
che accade loro. Per alcune qualsiasi pena è
solo un prezzo da pagare per soddisfare i propri
desideri, un mezzo per il fine. Altre donne,
invece, desiderano la sofferenza per sé
stesse, che si identifica, quindi, con il culmine
del piacere. Portato agli estremi il desiderio
di sofferenza diventa una vera malattia e mostra
a quali estremi, sia pure immaginari, si spingerà
una donna per sentire qualcosa, finalmente,
per sentire per lo meno qualcosa.
-
Umiliazione —> in
stretta connessione con il vissuto di masochismo,
in quanto si esprime il desiderio di essere
dominate, sentirsi messe sotto. Amano essere
avvilite e ridotte con ogni mezzo a uno stato
di obiezione umiliante. Sembra che questo forte
sentimento origini dall’avanzamento delle
donne verso una nuova libertà sessuale,
in seguito all’abbandono del loro ruolo
storico di secondo sesso.
-
Terrore sensuale —>
incapacità di lasciarsi andare all’orgasmo.
Molte donne non riescono mai ad avere un orgasmo,
perché hanno paura di lasciarsi andare,
paura dell’abbandono, della mancanza di
controllo che l’orgasmo comporta…
“impressione di cadere non si sa dove…”!!
-
Proibito —> possibilità
di essere scoperti da qualcuno. Importanza fondamentale
assume l’idea del “tempo”
che fugge, che esalta il senso del brivido,
specie quando si tratta di un peccato d’amore:
relazione illecita vera e propria o semplice
fantasia di sesso proibito. Nella fantasia il
tempo è sempre dalla parte del colpevole,
perché la minaccia del suo rapido trascorrere
rende tutto più eccitante.
-
Trasformazione —>
L’illusione di essere più bella,
anche nella fantasia, esalta il sesso, rafforzando
nella donna la consapevolezza della propria
desiderabilità. La loro massima aspirazione
è trasformarsi. Senza un totale cambiamento
di sé e della loro visione ristretta
non potrebbero mai avere un rapporto erotico,
né reale né immaginario. La fantasia
le libera dalla stretta del profondo disprezzo
che hanno di sé nella vita reale.
-
Incesto —> Compare
spesso nelle fantasie erotiche femminili…
“abbiamo avuto parecchie volte dei veri
e propri rapporti sessuali e ci siamo chiamati
reciprocamente sorella e fratello”…
“è rimasto per sempre l’elemento
erotico principale di tutte le mie fantasie
masturbatorie”…
“ad eccitarmi è l’idea di
essere guardata da mio padre”…
Nonostante l’idea di Freud, maturata nel
corso dei suoi studi, di considerare l’incesto
una pura fantasia di donne cresciute sotto la
dittatura paternalistica di un’epoca in
cui l’immagine della “padrona di
casa” era tanto forte da rappresentare
un rivale inconscio, quasi invincibile per ogni
uomo che venisse dopo… sembra che le donne
siano portate all’incesto tanto quanto
gli uomini.
-
Animali —> Il cane.
Assume un ruolo da protagonista nelle fantasie
erotiche femminili in quanto presenta una qualità
molto importante: l’innocenza. I cani
hanno dei grossi nasi da fiuto, grosse lingue
umide, che scattano a leccare tutto ciò
che ha un certo odore… è il ricordo
della bambina, a cui nessuno ha mai toccato
le sua parti intime e che rappresenta il primo
brivido sessuale di tutta una vita… non
importa se la bambina lo lascia continuare o
no, ma il ricordo di questa prima leccata di
piacere può accompagnare una donna per
tutta la vita!
-
L’uomo nero —>
il grosso uomo nero. Proibito per il suo colore;
il suo pene ha proporzioni mitiche; le storie
che da anni si raccontano sulle sue capacità
erotiche si avvicinano alla magia nera. C’è
presenza di promiscuità. In questo tipo
di fantasia si cerca di rimuovere il senso di
colpa trasformandolo in un caso di stupro. Essere
violentata permette alla donna di abbandonare
del tutto il proprio sé (indifeso) all’evento,
in modo che ogni singola spinta possa essere
intesa come un tentativo di divincolarsi. L’effetto
desiderato, inoltre, viene alimentato dalle
dicerie sulla pelle e le dimensioni dell’uomo
nero.
-
Altre donne —> l’immagine
erotica delle fantasie di donne su altre donne
a volte rappresenta chiaramente una proiezione
dei sentimenti di colei che sta fantasticando,
quello che lei realmente desidera sia dagli
uomini sia dalle donne. Quello che si cerca
in persone dello stesso sesso è la tenerezza
che non si riesce ad ottenere dai propri amanti
nella realtà… “sognavo che
ci eravamo svestite a vicenda e che lei mi teneva
in braccio”… “…lei,
con la sua gentilezza, è un sollievo”!
Molti
si chiedono se le fantasie erotiche di una donna
rispettano l’ambiente in cui è cresciuta,
ma non ha senso discutere sulla classe o l’ambiente
reale di una donna che si nasconde dietro la fantasia,
se non per negare che ciò influisce sull’argomento
e il modo del suo fantasticare. Non è possibile
prevedere, mai, che cosa risulterà eccitante
per una certa persona: quello che funziona per
una donna può non aver significato per
un’altra. È possibile affermare che,
nell’immaginario, le donne parlano tutte
lo stesso linguaggio, perché vogliono tutte
la stessa cosa e ciò che condividono è
la “segretezza” delle loro fantasie.
Secondo le teorie più diffuse le donne
non vengono eccitate da ciò che vedono
o leggono quanto gli uomini e questo, forse, per
il fatto che è stato insegnato loro a non
guardare e, quindi, a privarsi di uno sfogo reale
per gli stimoli visivi e verbali… nonostante
ciò dimostrano più talento nel costruirsi
delle immagini costitutive della realtà
ed è per questo che sanno fantasticare
meglio!!
“Il
sesso è anche desiderio e il desiderio
è soprattutto fantasia”
Dott.ssa
Antonietta Albano
Sessuologa
P.S.:
Tratto dal testo seguente:
Nancy Friday, (2000).
Il mio giardino segreto. Le fantasie erotiche
femminili.
Como: Edizioni Demetra.
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